Putroppo esportiamo allegramente nei nuovi mercati anche le nostre tradizioni più terrificanti nei confronti degli animali. Riporto il gioioso e trionfale articolo dove con leggerezza si magnifica l'intenzione di spappolare il fegato con ingozzo forzato a simpatici anatroccoli. Non un commento ad informare il lettore delle conseguenze ambientali, delle conseguenze sulla salute del consumatore e del dolore provocato agli animali. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell'UE, in particolare in Italia è illegale dal marzo 2007
Italia Oggi di Elisabetta Iovine - mercoledì, 3 novembre 2010
L'azienda francese Rougié vuole convertire i cinesi al foie gras. Aperta tre anni fa a 80 chilometri da Pechino, ai piedi della Grande Muraglia, Rougié alleva le anatre che vengono poi destinate alla produzione del prelibato alimento.
I 53 addetti dell'azienda sono tutti cinesi, ma il metodo produttivo rimane quello del colosso francese cooperativo Euralis, leader mondiale del settore, che raggruppa 15 mila agricoltori e impiega 5 mila persone, con un giro d'affari annuo di 1,3 miliardi di euro.
I piccoli anatroccoli arrivano ogni settimana in Cina in aereo e, come quelli ingrassati in Francia, sono di una razza particolare, selezionata geneticamente dal francese Grimaud. Da quattro anni la legge cinese vieta l'esportazione di foie gras crudo nel paese. Euralis, che commercializza il prodotto con il marchio Montfort in Francia e Rougié all'estero, ha investito 3,5 milioni di euro nell'impianto cinese.
Prima dello sbarco di Euralis, due cinesi (San Rougey e Jilin Zhengfang) si erano cimentati con il foie gras. Essi producono 120 tonnellate all'anno rispetto alle 30 di Rougié. I francesi, che vendono a un prezzo più alto del 40% rispetti ai concorrenti cinesi, si dicono fiduciosi: vogliono raddoppiare la produzione nel 2011 e arrivare a 500 tonnellate nell'arco di un decennio.
Non è escluso che la cooperativa apra una seconda azienda tra Pechino e Shanghai, dove si trova la maggior parte dei ristoranti che ordinano i suoi prodotti. Brieuc Fruchon, responsabile del marchio Rougié, sottolinea che la propria forza sta nel contatto con ognuno degli chef, così che un certo numero di piatti a base di foie gras rientri nei loro menu. I ricchi cinesi lo consumano soltanto da una decina d'anni, unicamente al ristorante. Cercano pietanze raffinate, e la stessa cosa avviene per il vino. I francesi sono in prima linea nel soddisfare i loro gusti.
mercoledì 3 novembre 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento